Il Contesto

Vari e diversi sono gli elementi che caratterizzano il contesto attuale delle persone con disabilità;

  • la difficoltà di raggiungere per mezzo di adeguati servizi e moderne tecnologie l'insieme delle persone con disabilità, sia tra chi necessita di maggior sostegno, sia tra le persone considerate meno gravi;
  • la frammentazione degli interventi, che costringono le famiglie a farsi carico anche dei rapporti tra le diverse istituzioni e i diversi servizi;
  • la missione affidata a operatori e servizi si limita spesso ad "assistere e curare" senza occuparsi delle prospettive esistenziali;
  • la difficoltà, talvolta l’impossibilità per le persone con disabilità di svolgere azioni semplici ma importanti come fare la spesa da soli.

Un tale contesto è stato descritto come "un'autostrada senza uscita" in cui le persone con disabilità vengono prese in carico per tutta la durata della vita, spesso senza che sia previsto un vero ed efficace processo di attivazione e di inclusione sociale. Il sistema dei servizi, nonostante un costante forte incremento dell'offerta, appare spesso non all’altezza del compito: sempre alla ricerca di nuove risorse per cercare di raggiungere, con nuovi servizi le tante persone non ancora prese in carico. Le risorse oggi impiegate in Italia nelle politiche sociali regionali per la disabilità sono tutt'altro che marginali, anche se si attestano ancora al di sotto della media europea (Fonte: dati ISTAT).

La società moderna si è trovata a far fronte a profondi cambiamenti della struttura economica e sociale. Stiamo parlando dei processi di de-industrializzazione e di precarizzazione del lavoro e quelli di sfaldamento dei nuclei familiari. In tempi recenti, le comunità hanno dovuto fare i conti anche con gli esiti della grave crisi economica e quindi con l'insorgere di nuove fragilità di carattere non solo materiale. Problemi che si incrociano e si sovrappongono a fenomeni sociali diffusi connessi all'invecchiamento della popolazione, alle modifiche dei nuclei familiari e, in tempi molto recenti, anche all'incremento del numero di immigrati, in particolari di profughi, richiedenti asilo.

Il sistema dei servizi di welfare sociale risente dell'impostazione complessiva ancora “vecchio stampo”, che orienta l'insieme delle politiche sociali verso la risposta alla richiesta immediata di sostegno piuttosto che alla risoluzione dei problemi che ne generano il bisogno.

I momenti considerati positivi nell'esistenza e nella vita quotidiana di un disabile sono quelli che si svolgono "fuori": fuori da casa ma anche fuori dai centri e servizi specializzati, in particolare se generano la possibilità di conoscere nuove persone e avere relazioni libere. Le persone con disabilità dicono di "stare bene" quando possono uscire di casa, uscire dal centro, per fare cose belle, divertenti ma soprattutto considerate normali. Le persone con disabilità sperano di avere una casa dove vivere da solo o con amici, i familiari auspicano che i loro figli divengano più autonomi e possano vivere con gli altri e gli operatori che possano vivere da adulti. Problemi, difficoltà e vere proprie situazioni di discriminazione, che vedono sempre più lontana la comunità sociale, incapace di cogliere i nodi che determinano l'esclusione sociale delle persone con disabilità ma anche di considerare e ampliare le proprie capacità di includere le differenze.

Questa presentazione del contesto mette in evidenza, con immediatezza, il problema di fondo che vogliamo descrivere innanzitutto dal punto di vista e dallo sguardo delle persone con disabilità. Una situazione problematica che viene così descritta:

"I trattamenti differenziati ingiustificati (discriminazioni) a danno delle persone con disabilità producono notevoli carenze di pari opportunità, oltre che minori possibilità di vita indipendente. Una situazione causata, in primo luogo, dalla persistenza nelle persone e nella società della visione, spesso implicita, della disabilità come malattia cronica e condizione di fragilità: condizioni che danno diritto a trattamenti sanitari e assistenziali che non migliorano significativamente la qualità della vita delle persone con disabilità."